sono reduce dauna bella esperienza fatta in Albania con il mio gruppo folkloristico. Questo è l'articolo uscito sui giornali locali.
In occasione del festival internazionale del folklore svoltosi a Kavaja, in Albania dal 24 al 26 aprile, il gruppo folkloristico “I figli dell’aquila” di Frascineto è stato invitato dagli organizzatori e dalle autorità istituzionali albanesi a presenziare la kermesse, a cui hanno partecipato quattordici gruppi stranieri, come ospite d’onore.
Una prospettiva allettante per un gruppo arbëresh e un invito prestigioso per un’associazione culturale che pone le sue basi e il suo sguardo su una cultura minoritaria proveniente proprio dall’Albania; un appuntamento assolutamente da non mancare.
Mosso da questa consapevolezza e dalla voglia di regalare un sogno al piccolo Tanir, il Presidente dell’Associazione, Pasquale Bruno ha accettato con determinazione la sfida degli scettici e, pur fra gli innumerevoli ostacoli burocratici e non, ha dimostrato di saper guidare, ancora una volta con paterna autorevolezza, i giovani e i bambini del suo ormai storico gruppo folk oltre i confini nazionali.
Tanir è un bambino di 10 anni, nato da Ari Alla e dalla Professoressa Lina Santagada di Frascineto, il piccolo, da un anno fa parte del minifolk del gruppo arberesh, ma da quando è nato egli sogna di poter posare i suoi piedini sul suolo natio del suo papà: appunto l’Albania e precisamente la città di Kavaja.
La realizzazione del sogno del proprio figlio era diventato, per Ari, uno scopo di vita, questo ha intuito Pasquale Bruno a Frascineto e questo hanno intuito a Kavaja il primo cittadino,Refik Rrugeja, lo zio di Tanir, Bernard Alla, l’assessore alla Cultura, Tauland Biturku e il direttore artistico, Kujtim Shtini e su questo, da mesi tutti insieme hanno lavorato .
Il festival e l’invito sono stati gli strumenti dell’incontro, un incontro fra gente che ama la gente, ma anche di cultura che chiama cultura. E sulla scena Skiptar la cultura artbëreshe , dall’alto della sua sofferta esperienza plurisecolare, esibita con orgoglio e bravura dai figli dell’aquila, ha strappato lacrime di meraviglia e ovazioni fragorose.
L’incredulità nel constatare quanto amore leghi ancora l’arbëresh a quella terra ormai lontana nel suo tempo, La familiarità con i soggetti dei balli e dei canti arbëreshë hanno gettato forse nel cuore di quel pubblico curioso il seme di un amore patrio sopito tra le lusinghe mediatiche e così, fra le note dell’inno nazionale albanese cantato con trasporto dal gruppo arbereshe, le donne di quel pubblico, in commovente processione, hanno donato a Tanir e alle donne di Frascineto fasci e fasci di fiori.
La trasferta in Albania e la visita dei luoghi del cuore arberesh (Kruja, Tirana, Durazzo, ecc,) ha rappresentato, soprattutto per i più piccoli del minifolk, una tappa fondamentale e un momento culturale impagabile per la conoscenza e l’affermazione della propria particolarità etnica, la realizzazione , cioè, di uno dei più importanti obiettivi dell’Associazione culturale e folklorica dei Figli dell’aquila: “Valorizzare il prezioso patrimonio storico-culturale-artistico tramandato dai nostri avi provenienti dall’Albania e mantenere vivo nelle popolazioni arbereshe l’amore verso le proprie tradizioni “;























